TORINO Reggia di Venaria Fragilità della Bellezza

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27 Marzo 2018

Restituzioni: 213 capolavori restituiti all'umanità, dal 28 marzo al 16 settembre 2018

Non c’è nulla di più fragile dell’equilibrio dei bei luoghi
Marguerite Yourcenar



L'umanità non è in rovina, è in cantiere. Appartiene ancora alla storia.

Marc Augè, Rovine e macerie. Il senso del tempo, 2004





È stata presentata oggi alla Reggia di Venaria l’esposizione conclusiva della XVIII edizione di Restituzioni, il programma di salvaguardia e valorizzazione che Intesa Sanpaolo conduce da circa trent’anni a favore del patrimonio artistico del bel paese.

Già di per la Reggia, simbolo di modernità e cultura, eretta nel 1650 per il volere del duca Carlo Emanuele II di Savoia, con 80.000 metri quadri di superficie, costituisce un eccellente esempio di intelligenza e cura, poichè dopo due secoli di abbandono e degrado e otto anni di lavori, è stata restituita alla sua magnificenza barocca divenendo sede di loisir contemporaneo.

Dalla solennità della Galleria Grande, all'incantevole scenario della Sala di Diana progettata da Amedeo di Castellamonte, alle Scuderie Juvarriane e Cappella di Sant’Uberto, si passa ai meravigliosi giardini, connubio di antico e moderno, appagante visione prospettica di estetica e storicità per 80 ettari verso l'infinito, incorniciato dalle Alpi.

In questa magica sede in un’intensa operazione quella di Intesa che, giunta alla diciottesima edizione, riconduce alla luce il potere dell’Arte con la A maiuscola, quello del migliorare le cose, le opere, gli spazi, le architetture che sono fragili, anzi fragilissime e vanno protette, custodite e rianimate.

Come corpi feriti in sale operatorie super accessoriate, dove ogni strumento deve ricucire, aggiustare, rammendare, così sono stati restituiti, ad ogni regione italiana, i capolavori che le anima. E tutto questo viene ben documentato, in ogni singolo passaggio con video, immagini, prove e tecniche di restauro.

213 opere da Niccolò de' Barbari, a Tiziano, da Van Dyck a Twombly, fino a Bellini e al Bellotto di Dresda, Burri e Pietro da Cortona oltre ad arazzi, oggetti, reperti egizi, croci, tessuti, argenti e tutto quello che intesse un paese meraviglioso che contiene milioni di opere d'arte, spesso non valorizzate o troppo ammalorate, sono in mostra a Torino, nella sontuosa cornice della Reggia. Tutto vero e ben documentato da un catalogo sfogliabile anche online, curato da Carlo Bertelli, edito da Marsilio Editori.

Tra i capolavori restitutiti sono da non perdere: la trasfigurazione di Cristo del veneziano Giovanni BelliniCristo e l'adultera, di Nicolò de' Barbari,  Daniele nella fossa dei leoni di Pietro da Cortona, Battistello Caracciolo, Basaiti e Solario e poi la testa maschile barbata, detta testa di Basilea, proveniente da Reggio Calabria,


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