If Beale Street could talk di Barry Jenkins

Pin It

14 Gennaio 2019

Se la strada potesse parlare... direbbe che l'amore ti ha portato qui.

Per far felice qualcuno di sensibile basta davvero poco. In questo caso l'ascolto di Eros di Nicholas Britell, tema ricorrente del film Se la strada potesse parlare, con tutto il resto della colonna sonora come avviene anche con Philia, contribuisce molto all'agape generale di cui parla la pellicola, per cui, per leggere oltre, in modalità "feel good" , consiglio il sottofondo di u tube qui.

https://www.youtube.com/watch?v=iv1XwgVNgtk





 

Se aggiungiamo a un'ottima colonna sonora, degli attori strepitosi e ben guidati, sorprendenti nella dolcezza o nella poeticità di uno sguardo che convoglia tutta la potenza, la bontà, la forza, la capacità di sopportazione e perdono dell'Africa intera, come avviene ad esempio nelle pupille di Regina King, attrice non protagonista o in quelle di sua figlia Tish (esordiente, ma bravissima Kiki Layne), allora il gioco è fatto.

Invece no, perchè se a una storia forte, cruda e amorevole al tempo stesso, tratta dall'omonimo romanzo di James Baldwin, si aggiunge la politica degli anni '70 in America e i tragici avvicendamenti che continuano ancora oggi, nell'era di Trump, a sfoderare un razzismo becero e inutile che si aggrappa sia all'invidia che alla cattiveria spicciola per ferire, uccidere, umiliare il popolo afroamericano da parte di giustizia e forze dell'ordine, allora da libro/film si passa ad attualità e sociologia e utile insegnamento civico.

Tish (Kiki Layne) innamorata di Fonny (Stephan James) deve sopportare una gravidanza a 19 anni, mentre il suo amore è incarcerato per uno stupro non commesso, semplice vendetta di un poliziotto bianco e del sistema legale sempre bianco che fa acqua, oltre che paura. 

Tra mille difficoltà economiche, emotive, legali, sociali la forza d'animo è ciò che contraddistingue Tish e la sua forza spirituale che la guida, la motiva, la solleva vale come esempio a tanti, che si scoraggiano se non hanno Porsche di ultimissimo modello.

La bellezza di questo film giace nella capacità grandiosa e originale del regista di voler narrare proprio l'intimità di un'ingiustizia, da un punto di vista interno con i risultati che conseguono sugli innocenti, inclusa la quotidianità di una coppia, l'unione di una famiglia vista dal di dentro con le sue dinamiche che non sono mai incluse nei report legali o nei documenti ufficiali.

Jenkins mette in luce i risultati emotivi privati di gesti assurdi esterni, dettati dall'odio razziale o semplicemente dalla follia, rafforzati visivamente da ambientazioni sempre casalinghe, dimesse e povere. Questo indaga su come l'efferatezza dei bianchi possa scagliarsi tra i saldi cardini di una tra le tante famiglie nere che vivono con forza, intelligenza, preghiera la loro condizione sia di emarginazione che di povertà, ma di sicuro non di pochezza.

Quella che sempre di più invece contraddistingue il "sapientone" UOMO BIANCO!

 





GET SOCIAL
  • Facebook
  • Facebook
  • Facebook