13 FESTA di ROMA_Boy Erased

Pin It

24 Ottobre 2018

C'È CHI PREDICA BENE, MA RAZZOLA MALE

CONOSCETE IL GENOGRAMMA DELLA VOSTRA FAMIGLIA? A sta per alcolista, g per ganster, s per stupratore, G per gambler, problemi coi giochi d’azzardo e così via.

 









               
 

“Sono passati quattordici anni dal periodo che ho trascorso in terapia di conversione nella comunità Love in Action, eppure le immagini, i suoni e il trauma della mia esperienza sono vividi come allora: la scritta lucida che elencava i Dodici Passi sulle pareti candide della struttura, la cadenza delle istruzioni dei miei consiglieri, la sensazione delle sedie imbottite contro la mia camicia bianca abbottonata dietro. Quattordici anni non hanno cancellato del tutto il dolore ne il trauma, ma mi hanno permesso di prendere da essi una discreta distanza. Mio padre non è più il cattivo e io non sono più la vittima. I membri dello staff di Love in Action non recitano più il ruolo ovvio dei dittatori. Mia madre non è più semplicemente la moglie di un predicatore intrappolata tra due estremi impossibili. Le nostre storie sono diventate, come lo sono tutte le storie quando attentamente considerate, fin troppo umane”.

Unghie assassine, lunghe come artigli, a stelle strisce o a stelline. Un parruccone cotonato biondo assolutamente con nulla da invidiare a quello di Platinette o, alla sua più nota versione americana: Trump. Abiti sgargianti che sembrano un insieme alla rinfusa in un banco di un mercato, indossati tutti assieme.

Così si presenta la madre del protagonista, la sempre più impalata Nicole Kidman.

La domanda nasce allora spontanea: può un uomo diventare gay se il modello da amare è così repellente? Battute a parte, il film è veramente interessante e narra la storia vera di Jared Eamons.

Arkansas: land of opportunities. Si legge nella targa della cabriolet del venditore d’auto, nonché padre battista (l’ottimo Russell Crowe) di un ragazzo (Lucas Hedges, perfetto e bravissimo) molto consapevole e adulto, seppur ancora incerto sessualmente, il quale iscrittosi al college subisce uno stupro da un vicino di stanza.

In realtà queste opportunità se anche se ci fossero state, verrebbero totalmente schiacciate e frustrate, data la narrazione del film in cui regna la descrizione ottima della mancanza di ascolto famigliare, il totale sopruso animico, seppur con la millantanta e prepotente vicinanza di Dio e Gesù.

Il sermone domenicale non consente deviazioni di percorso, così come spesso non le consentono i genitori che scoprono che la retta via sessuale del figlio viene obnubilata dalla diversità.

In America esistono queste assurde cliniche, sorta di centri di ascolto, dove avviene un programma di terapia di conversione. Vengono chiamati Love in Action, ma forse si rende più adatto visti i modi: Hate in action, dove insegnanti violenti, repressi e frustrati cercano di raddrizzare gli interessi sessuali dei malcapitati.

Qui viene spedito il protagonista, previo consiglio di due superiori della chiesa in cui predica il padre.

In realtà, i costi esorbitanti, i metodi violenti, irrispettosi, dove viene vietato l'uso del cellullare, il contatto sia fisico, ma soprattutto emotivo tra persone presenti, le continue domande e ricerche anche sulla famiglia, nell'albero genealogico, con il genogramma per scovare i "diversi": alcolisti, maniaci, stupratori, giocatori d'azzardo, ibernano in realtà questi giovani e li tengono prigionieri, prima di tutto di se stessi, mentre i terapisti scovano sempre maggiori informazioni e fanno leva sulle fragilità psicologiche e intime che scoprono, per teneri li come ostaggi paganti.

In alcuni casi tutti questi soprusi hanno portato al suicidio, come unica via di scampo per la torturadi essere ahimè quello che gli altri non vogliono che tu sia. Film eclatante.



GET SOCIAL
  • Facebook
  • Facebook
  • Facebook