09 Settembre 2020
Dante parla di attenzione al femminile che però si strazia. Conferma del detto "parenti serpenti", le donne non si amano, sembrano non sopportarsi e sono diversissime tra loro, con sensibilità opposte e inconcepibili una dall'altra. La storia non regge, ma d'altro canto non c'è storia - dice la regista in conferenza stampa - perchè è un film sul tempo e sul corpo di 5 sorelle che sono, non si sa come, sempre sole, senza genitori, con una casa vista mare a Palermo, riempita di piccioni che scagazzano ovunque.
Prendi 5 sorelle che si odiano, le cui età vanno dai 09 ai 18 anni e una si perde per strada nel senso che muore annegata.
Prendi la sorellanza, come dice la regista che, invece allo spettatore sembra un odio fratricida .. quindi qui o non ho capito niente io o quello che voleva comunicare la regista fa acqua. La stessa in cui annega una delle sorelle, ripresa da lontano, da vicino, dal basso dall'alto.
Purtroppo dissento. Dissento anche se riconosco dei pregi che enuclerò dopo evidenti ed incontrastabili difetti. Ad esempio Dante dice in conferenza che è un film sulla sorellanza e che le donne non sanno mai apprezzarsi una con l'altra, non si amano e non si supportano. Vero. Quindi per sostenere il contrario la domanda è : "ci fai un film? Sull'odio tra sorelle, la loro non comprensione, le loro diversità che scatena tragedia e finisce a pugni? Vuoi o non vuoi sostenere che le donne sanno aiutarsi e sostenersi quando c'è intelligenza? Non è chiaro.
Poi Dante dice che è un film sul tempo e sul suo scorrere. Vero. Ma anche se mi metto sulla riva di un fiume e filmo il passare della corrente lo è. Qual'è il valore aggiunto o il perso di questo scorrere? Ci piacerebbe sapere. Non mi basta che 5 donne, filmate a tre riprese di vita: infanzia, gioventù e vecchiaia modifichino il loro punto di vista sulla vita e sui suoi eventi. E' già parte del gioco. Oltre che tema banale. Cioè è ovvio che io non vedo con gli occhi di quando avevo 5 anni e tantomento con quelli che avevo a 30 perchè gli eventi che ho subito, vissuto, interiorizzato mi modificano. Certo. Ma mi sarei modificata anche stando dentro una cella frigorifera. E' fisica quantistica. Dante dice: eh ma è un film sul corpo e le sue modificazioni. Ahimè anche grazie al costo di palestre e dei chiurghi plastici le conosciamo bene tutti. Sui pregi ho da dire che ha una fotografia splendida: netta, limpida come lo è il carattere della regista: on dit, tranchant. Come i suoi colori: primari per lo più, nitidi, senza sbavature.Le inquadrature, certe intuizioni, gli uccelli un pò Hitchcock dei poveri, colombi contro corvi, indubbiamente alcune scelte, come la bara finale sono originali e sempre di una buona eleganza visiva e formale.
Il miglior lavoro fatto da Dante rimane però teatrale e la preparazione sulle attrici che spostano i legni del palco in tre sale di un attico a Palermo. Ciò fa si che esse rendano coesa la loro performance e la loro versione dei fatti, anche in relazione una all'altra dove, per una volta, sembra sia riuscita a non fare odiare le donne, cioè le attrici, tra loro. Almeno in quello è riuscita.

