12 Settembre 2020
Per chi non conoscesse le Undine o Ondine (dal latino Unda) sono creature leggendarie elencate nelle opere sull'alchimia di Paracelso e parte del folklore europeo che le descrive come simili alle fate o ad altri spiriti acquatici. Secondo la tradizione, le ondine sono prive di anima (e quindi è loro precluso l'accesso al paradiso dopo la morte), ma possono guadagnarsene una sposando un uomo mortale. Le ondine sono presenti anche nel folklore germanico come creature misteriose simili alle sirene greche, che vivono i fiumi attirando gli uomini fino a farli annegare. Rappresentate in genere come donne bellissime con la coda di pesce, a seconda delle tradizioni, sono considerate esseri maligni, innocui o addirittura amichevoli.
Confermandosi tra i cineasti più originali e narrativamente audaci del presente, Christian Petzold attinge alla mitologia nordica per regalarci una nuova struggente storia d’amore. Sullo sfondo di una Berlino in perenne trasformazione, tra leggende rivisitate, presagi e ossessioni, Undine e Christophe sono gli eroi tragici di un melò che sfida il destino, sospeso tra la terra e la profondità degli abissi, oltre la vita, oltre la morte.”
In occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il regista Christian Petzold è stato insignito del WiCA | Women in Cinema Award, un riconoscimento che vuole contribuire alla visibilità delle donne all’interno de principali Festival cinematografici.
Il cinema di Petzold, infatti, ha sempre posto grande attenzione alla figura femminile, mettendo in scena con grande sensibilità il ruolo della donna nelle sue diverse accezioni e anche in questo film l'intento è compiuto. delicato, visionario, surrelae, il tracconto colpisce lo spettatore per più motivi. Uno di questi è Paula Beer, la protagonista che lavora in un museo di Berlino come storica e illustra ai visitatori lo sviluppo urbano della città mediante i plastici che la rappresentano, descrivendo i suoi diversi stadi evolutivi che l'hanno resa la capitale odierna. Un giorno il suo amato Johannes (Jacob Matschenz) decide di lasciarla per un’altra donna, venendo meno alla sua promessa di amore eterno. Affranta, Undine incontra il sommozzatore Christoph (Franz Rogowski) e se ne innamora perdutamente. Questo nuovo amore permette alla donna di rinvigorirsi e ricostruire se stessa, proprio come la sua Berlino, la città che non si è mai spezzata. Ma quanto accaduto non può essere cancellato così facilmente e Undine finisce per imbattersi in quel mito del folklore europeo che la rappresenta. "Undine è una storia d’amore" - spiega il regista Christian Petzold - Ma raccontano un amore impossibile, danneggiato, o uno che forse può evolversi. Questa volta ho voluto fare un film in cui si vede come l’amore si sviluppa e rimane."
Nella foto Ondina con un'arpa di Ludwig Michael von Schwanthaler (1855).

