Lettera a Conte che non canta e che non fa i conti (giusti). QUANDO MI VIDI NON C'ERO

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27 Aprile 2020

Che sia casuale che lei e il suo entourage abbiate scelto il 04 maggio per la fase II che è anche lo Star Wars Day?

Gentile signor Conte,

non la chiamerò Presidente perchè mi sembra, a questo punto, ironico.

La chiamerò signore e non dottore, perché, come 3/4 dei suoi benemeriti colleghi politici, non penso si avvalgano di una laurea, la cui cosa richiederebbe un impegno costante, prolungato e un periodo senza guadagno, a voi notoriamente, indelebilmente impossibile.


Sono un critico d’arte e cinematografico e curo mostre. Come tale, oltre a fare la fame, ho sempre a che fare con una realtà alterata, irreale, ovvero ridotta; innalzata per me, ma forse non per Lei, alla percezione di grandi artisti, dalle grandi menti, sia pittoriche che filmiche che, con la loro grande predisposizione:

a) al sacrificio (le ricordo che gli artisti non hanno come in Francia o nei paesi civili uno stipendio, uno studio assegnato e che quindi fino prima della notorietà, se la raggiungono, fanno la fame)
b) alle visionarietà
c) alla fantasia
d) alla libertà (non se lo dimentichi - Libertà - il contrario di oggi)

hanno prodotto grandi cose. Che, caso vuole, oggi allietano le nostre giornate di clausura, grazie alla letteratura, poesia, ai film o alle splendide opere pittoriche, musicali e alla visione (solo online) dei nostri musei e le architetture di Alberto Angela su Rai Uno, senza le quali saremmo già tutti morti di depressione, contribuendo a rendere meno noiose, più istruttive e vive le nostre giornate. Oltre che le nostre anime: letteralmente perse ai tempi del COVID 19!

Ecco dicevo, mi occupo quotidianamente di visione alta e altra che non è la realtà, ma proprio per questo, quando si tratta di quest’ultima, divento attentissima ai suoi passaggi.

Volevo dirLe, caro signor Conte, che il suo decreto è un’Opera d’Arte nel senso che Lei dice senza dire, Spiega senza Spiegare, alquanto degno di una mente Massima, quasi come un vasetto di merda sottovuoto del genio di PIERO MANZONI, che vendeva anche 1000 metri di Linea in tubi.
L’opera d’arte sottratta allo sguardo dello spettatore e dell’acquirente, chiusa nell’astuccio e - metaforicamente - chiusa in se stessa attua una chiusura analoga all’autoreferenzialità di VOI POLITICI, che non vedete le esigenze di Noi "povera" gente, che povera non è, per i grandi sacrifici che sa compiere, salvando vite in ospedale, perdendo le proprie di vite, trasportando il cibo che VOI mangiate, rischiando nei supermercati per VOI. Solo per due lire, ops due Euro.

Solo  uno sguardo interiore, mentale consente l’esistenza della Linea, evocata dall’intervento dell’artista (che ha firmato l’etichetta, garantendone la lunghezza, il mese e l’anno della realizzazione). La sparizione dell'opera d'arte - racchiude, idealmente una linea che esiste solo come puro concetto.


Non come le vostre fasi I, II, III, in sostanza  la vostra Linea del Tubo, in cui a sparire è il cervello, non l'idea che lo partorisce.

D'altro canto una superficie bianca come quella degli Achrome non significa altro. Se non se stessa.

Vede Conte se andaste di più ai musei capireste cosa vi dicono e insegnano i grandi artisti come Manzoni. No, non quello dei Promessi Sposi, che già da solo ci insegnò molto su Peste e Amore. I racconti, i quadri, le sculture che vi trovereste sono quelle che cesellano un'Italia magnifica; fatta di bellezza, intelligenza, creazione, cultura, scambio, paesaggi degni di un Eden idiliaco, ma reale, se non fosse in una fase di distruzione a cui lo state portando.

Le vostre risoluzioni sono degne di una massima sfuocata e ironica dell’artista VINCENZO AGNETTI: IO ESTETA. IO MITICO. IO INFORMATORE CHE ANDRO’ OLTRE. Oltre che? La fase due? Ci chiediamo tutti. Che forse sarà seguita da una terza e una quarta in cui nulla cambierà e tutto rimarrà immutato per mesi, andando verso la bancarotta.

Avete creato opere d’arte come quella appena partorita in cui in un autobus di 40 metri possono entrare 16 persone, mentre da un fruttivendolo che ha un negozio di 40 metri si entra uno alla volta. Sono opere d’arte le Sue a cui lavorano 450 esperti che sostengono che in auto ci si stia solo in due, uno davanti e uno dietro. E se ho 3 figli e un marito? Cosa faccio? Prendo due auto e un figlio lo lascio a casa? Opera d’arte assoluta!

Oppure lo porto dai nonni che non ho, ma se li avessi contribuirei così a infettarli? Così come capire qual’è il problema nel NON FAR aprire un calzolaio, una sartoria, un’estetica, un parrucchiere, certo cose non indispensabili mi dirà Lei - pur con l’evidente obbligo di far entrare un cliente per volta e lavorarlo con le dovute precauzioni. Altra opera d’arte degna del meraviglioso film di LUIGI COMENCINI: INCOMPRESO.

Non mi addentro invece sulla questione dei tamponi inesistenti come le mascherine sparite, ma pagate o non certificate degne delle varie mafiette di paese. Pivetti docet!

Basta siamo veramente stanchi delle vostre opere d'arte, falsi d'autore, inconcludenti baggianate, bugiette, imboniture da quattro soldi (600 euro), peraltro ancora ad oggi MAI ARRIVATI !!! Perchè?

Basta Conte. La smetta di prenderci in giro come a Zelig. Rifaccia i Conti e poi Ci dia un TAGLIO, come disse LUCIO FONTANA. Almeno quella sua tela tagliata, prima invenduta e non capita, oggi vale solo 6 milioni di euro! Ce li faremo bastare. Come i suoi preziosi 600.

ps: E veda di riaprire i parrucchieri. Lo diciamo anche per lei!
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