Galleria Kajaste
Helsinki, Finlandia
29 Settembre 2015
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Si inaugura il 29 settembre 2015, presso la Galleria Kajaste a Helsinki, la mostra dal titolo “The Graft”- l’Innesto. Curata dal critico e curatore indipendente, Gaia Serena Simionati, la mostra con catalogo, indaga le interessanti, misteriose opere, quasi scultoree e tridimensionali del fotografo, la cui riflessione si svolge su più livelli, che in comune hanno questo: l’uno e il tutto. La morte e la vita.
Ingegneria genetica, riflessioni su duplicazioni di cellule, DNA mutante, inseminazione artificiale che produce mostri asettici o semi-umani, aprono interrogativi morali, etici e filosofici di enorme attualità.
Queste le tematiche in The Gratf.
Vengono presentate sculture fotografiche con neuroni, con innesto di fiori, come impianti di natura nella scienza e nell’eugenetica quasi a voler tornare alla potenza naturale dell’uomo e del suo rapporto con l’ambiente che lo circonda. Vero è anche però che possono indicare esseri umani, il cui simbolo per antonomasia è la rete neuronale, uomini dissolti dentro un paesaggio, disgregati dalla natura stessa e dai suoi rizomi.
Interessato al cosmo e alle sue estroflessioni, alla biologia e medicina molecolare, alla natura infinitamente piccola o troppo grande, al micro e macrocosmo, le opere di AQUA AURA affascinano per la potenza d’immagini quasi oniriche, surreali, oscillando tra la documentazione scientifica e la rivelazione artistica visionaria.
Qui, nella mostra, la serie THE GRAFT, è presentata per la prima volta in assoluto in Finlandia.
In tale serie s’incontrano tableaux pas vivant dal titolo ricorrente di MONEMA e THE NET, che hanno a che fare con la vita: da un lato lipidi, fossili, cellule, virus, larve, batteri vengono scambiati per pianeti, per incomprensibili derivazioni lunari, dove l’accurato studio della luce e del suo contrario, produce emozioni contrastanti; quelle legate a morte e vita appunto, passando attraverso la metafisica.
Dall’altro, escono e si attorcigliano su neuroni e sinapsi umane, coloratissimi fiori lisergici come magnolie, muscari, ibiscus, delfinium, orchidee, giacinti, papaveri che hanno come pistillo genetico, materiali umani, virus, spore, globuli rossi, insospettabili risultati di modificazioni biologiche o genetiche.
Avvolta dal mistero, la riflessione quantistica di gap percettivo, intesse tutte queste opere e rende l’artista un DR. Frankenstein contemporaneo, un Gregor Mendel dell’intersezione genetica, uno scienziato microbiologico dell’occhio con le sue meravigliose creature digitali e ibridate.

