14 Ottobre 2021
"Non sono pazza, sono stanca"! Dice la protagonista in Myriam Leone. Si stanca di non essere ascoltata o tantomeno capita.
Il film si apre con la più bella aria tratta da Il Flauto magico di Mozart: La regina della notte. Tourette, Autismo, Asperger, Down, eccessi di rabbia, chi più ne ha più ne metta, le varie sindromi trovano qui un palindromo esistenziale; la vita al contrario tra realtà, genialità, follia e diversità, ovvero quell'humus ideale come il terricio muschiato per i funghi in questo periodo: la cosiddetta creatività. Che vogliamo ricordare a tutti i grandi binariati e noiosoni nasce dallae idee e queste germogliano meglio dove c'è originalità e non conformità a schemi di nessun genere.
Stefano Accorsi che pettinato cosi è un incrocio tra Filippo la Mantia e Einstein, apre il film con un abbrivio strepitoso. Salendo su un tavolo elegantemente preparato, la sala di un ristorante, rompe tutto. Se allo chef Accorsi non piace l’assetto del tavolo o manca la farina, egli irrompe e non dosando bene la rabbia, come gli ingredienti che sa cucinare con eleganza, invece distrugge tutto.
No guardi, abbiamo molto poco controllo su questo che pensa la sua ex moglie - dice lo psichiatra a Diego lo chef Stefano Accorsi che perde il lavoro.
I pinguini hanno la capacita di espellere le feci con una potenza 10 volte superiore a quella dell’essere umano. Il cibo è nutrimento e la capacità della diversità di nutrire gli altri e più ampia di qualsiasi altra cosa.
Si parla anche di rapporto genitori e figli. Accorise. epadre e a sua volta aha un padre che nutre un rapporto astioso. Il matto vi è molto più vicino di quanto pensiate - si dice - nel film.
E regina della notte, straordinario pezzo che apre il film, la protagonista lo diventa davvero, creando un ristorante d'arte che non esiste, tutto immaginario o social come si direbbe oggi. Almeno all'inizio. Arte, musica, jazz, performance, wall drawing tutto questo è nell'idea della testa pazza di Myriam Leone che raccoglie e capisce un convincente Stefano Accorsi, balbuziente, tenero, pieno di tick e con uno "schema rabbia" incontrollabile - un pò come Sgarbi quando esplode in tv.
Entrambi hanno in comune il fatto di non essere capiti, a volte per troppa intelligenza o troppa sensibilità che, ahimè provoca l'incomprensione dei più - ovvero la genialità. Ed è proprio di questo che parla il film - del rapporto tra follia, creazione - arte e normalità. Un quadrato paradossale e ai più inconcepibile.
Stefano Accorsi che pettinato cosi è un incrocio tra Filippo la Mantia e Einstein, apre il film con un abbrivio strepitoso. Salendo su un tavolo elegantemente preparato, la sala di un ristorante, rompe tutto. Se allo chef Accorsi non piace l’assetto del tavolo o manca la farina, egli irrompe e non dosando bene la rabbia, come gli ingredienti che sa cucinare con eleganza, invece distrugge tutto.
No guardi, abbiamo molto poco controllo su questo che pensa la sua ex moglie - dice lo psichiatra a Diego lo chef Stefano Accorsi che perde il lavoro.
I pinguini hanno la capacita di espellere le feci con una potenza 10 volte superiore a quella dell’essere umano. Il cibo è nutrimento e la capacità della diversità di nutrire gli altri e più ampia di qualsiasi altra cosa.
Si parla anche di rapporto genitori e figli. Accorise. epadre e a sua volta aha un padre che nutre un rapporto astioso. Il matto vi è molto più vicino di quanto pensiate - si dice - nel film.
E regina della notte, straordinario pezzo che apre il film, la protagonista lo diventa davvero, creando un ristorante d'arte che non esiste, tutto immaginario o social come si direbbe oggi. Almeno all'inizio. Arte, musica, jazz, performance, wall drawing tutto questo è nell'idea della testa pazza di Myriam Leone che raccoglie e capisce un convincente Stefano Accorsi, balbuziente, tenero, pieno di tick e con uno "schema rabbia" incontrollabile - un pò come Sgarbi quando esplode in tv.
Entrambi hanno in comune il fatto di non essere capiti, a volte per troppa intelligenza o troppa sensibilità che, ahimè provoca l'incomprensione dei più - ovvero la genialità. Ed è proprio di questo che parla il film - del rapporto tra follia, creazione - arte e normalità. Un quadrato paradossale e ai più inconcepibile.

