78 Venezia_The last duel di Ridley Scott

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14 Ottobre 2021

Viaggio a ritroso di otto secoli, nella Francia del #meetoo.
1386. Medioevo francese. Matt Damon e Adam Driver si innamorano di Jodie Comer. Solo che il primo ne è marito e il secondo la violenta, nonostante l'amicizia consolidata e i rapporti di collaborazione tra i due uomini.

Jean Carrouges - Adam Driver legge in modo distorto i sorrisi, la gentilezza d'animo e gli sguardi della bella moglie del suo amico. In realtà migliaia di uomini, convinti del loro aspetto, si spogliano della loro intelligenza, si vestono del loro ego e tronfi come rospi al sole, si convincono che solo per due bei bicipiti coperti da abiti di lusso, adagiati su di un taglio alla francese, la donna, questo essere inutile, debba subito cadere ai loro piedi, meglio se sporchi e maleodoranti, tantopiù in epoca medioevale. 

Ecco la grandezza di Scott, perennemente confermata da eleganza, visione e attualità nei suoi racconti di sempre, trova l'ennesima idea qui.  Basterebbe pensare solo a Public Enemy ad esempio, a quanta verità confermata da largo anticipo di anni sulla difficile realtà contemporanea dello spionaggio, i satelliti, l'hackeraggio di informazioni private; oggi così eccedenti da diventare basi quotidiane.


Allo stesso livello si pone la lettura di The last duel sull'ecatombe di anime, famiglie, figli generata dal #meetoo, del collega Weinstein, e di tutte le donne coinvolte. Una lettura, seppur proiettata otto secoli addietro, sempre vera, sempre attuale e, come dire, incessante o meglio Neverending.

Quello che ha fatto di intelligente Ridley, oltre alla potenza del soggetto e la sincerità di mettere in scena la storia vera e la violenza di uno stupro, ha dato una lettura di tre diversi punti di vista; quello del marito, quello della moglie e quella dell'amico facendo ancora capire come la soggettiva non sia solo una cinepresa e un modo di riprendere ma, soprattutto una sensibilità di visione e lettura degli eventi e della vita. 

Film avvincente, imperdibile per la relizzazione, l'epopea storica, la bellissima macchina scenica e veritiera dei costumi, del duello, delle centinaia di comparse e per una volta del mal tollerato punto di vista di una donna che, oltre alla violenza subita deve affrontare anche l'onta del non essere creduta.

Da Artemisia Gentileschi in poi l'esempio di donne forti, creative, belle, intelligenti che si confrontano con la piccolezza di uomini ipodotati non solo nei centimetri del loro inutile sesso, ma soprattutto negli etti del loro inesistente cervello è davvero innumerevole e lascia ancora una volta senza parole. #metoo
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