09 Febbraio 2021
Il ritratto del Duca, non è solo il ben noto capolavoro di Goya custodito alla National Gallery di Londra, ma è anche il titolo di un film, esempio di intelligenza creativa, dove arte, politica e attenzione al sociale dovrebbero, non solo nella pellicola, ma anche nella vita, riuscire ad andare sempre a braccetto.
Noto per la sua Maya Desnuda del 1799, un nudo straordinariamente audace per l'epoca, nel 1800 dipinse La famiglia di Carlo IV, anche in questo, come nel nudo, chiaramente influenzato da Velázquez.
Il conflitto del 1807 in cui Napoleone guidò la Grande armata contro la Spagna, lo toccò profondamente e ne I disastri della guerra, il 2 maggio e il 3 maggio, denuciò la politica guerrafondaia, i soprusi e la sofferenza del popolo. Come farà poi nelle Pinturas negras della Quinta del sordo, la sua casa alla periferia di Madrid dove visse, disilluso dagli sviluppi politici e sociali in Spagna, in una situazione di quasi isolamento condannando la società e il paese in cui viveva, tanto da abbandonarlo nel 1824.
Con la stessa propensione al sociale, la stessa capacità di denuncia, seppur con una maggiore ironia e leggerezza, si sviluppa la vita e quindi la storia vera ad essa ispirata di Kempton Bunton che vediamo ne Il ritratto del duca.
Con una sorta di intreccio magico e gli intenti comuni sia del pittore spagnolo che di Kempton, il protagonista, viene rubato un dipinto di Goya, fautore di parità sociale, da un altro fautore di attenzione alle classi più anziane, meno abbienti ed emarginate, il pensionato inglese Bunton.
Con dialoghi serrati e intelligenti, batture tipiche di humor e condizioni amabili inglesi la pellicola ci immerge in una glassa di ironia british che delizia anima e cuore.
Innanzitutto ironizzando su Wellington, soggetto non dei migliori di Goya e protagonista del furto alla National Gallery, il ritratto del Duca di Wellington racconta le imprese del generale inglese Arthur Wellesley, primo duca di Wellington durante il suo ultimo servizio nella guerra peninsulare. Uno dei tre ritratti che Goya fece al duca, fu iniziato nel 1812, appena dopo l'entrata a Madrid e modificato nel 1814, annoverandone nelluniforme le appartenenze a vari ordini e i successi nelle spallette.
Seppur seppur ricca di energia, la fattura non appare delle migliori e indica una stesura frettolosa, forse proprio perchè colto stanco, in posa di tre quarti, dopo la lunga campagna.
Non solo, ma in un momento come questo in cui le classi sociali sembrano sempre più appiattirsi verso il basso, creando maggiore disparità tra i superricchi e coloro che invece non arrivano a fine mese con 600 pounds, la pellicola con frasi intelligenti ci fa riflettere sull'empatia verso il prossimo, sul coraggio di alcuni che nella storia, sia essa spagnola o inglese, presente o passata, hanno sacrificato il proprio benessere per lottare e denunciare, a favore di chi meno ha peggio sta o, in generale, verso una minoranza.
A questi temi sociali, intelligenti e utili si aggiungano le strepitose recitazioni di Helen Mirren, ma soprattutto Jim Broadbent che, con ironia, natualezza e grande classe, convoglia tutto il sapore di una vita non sprecata: quella del poeta, narratore mancato e grande attivista Kempton Bunton.
SINOSSI
Nel 1961 Kempton Bunton, un tassista sessantenne, rubò il ritratto del Duca di Wellington, dipinto da Goya, dalla National Gallery di Londra. Fu il primo (e rimane tuttora l'unico) furto nella storia del prestigioso museo inglese.
Kempton inviò una richiesta di riscatto scrivendo che avrebbe restituito il dipinto a una condizione: se il governo inglese avesse stanziato più fondi per la cura dei più anziani. In passato Kempton aveva già intrapreso una lunga campagna allo scopo di far ricevere il segnale televisivo gratuitamente ai pensionati.
Cosa successe in seguito divenne leggendario. L'intera storia emerse solo cinquant’anni anni dopo. Kempton aveva tessuto una rete di bugie. L'unica verità era che si trattava di un brav'uomo, determinato a cambiare il mondo e a salvare il suo matrimonio. Come e perché utilizzò “il Duca” per raggiungere il suo obiettivo, è una bellissima ed edificante storia.
Prodotto da Neon Films con Pathé, Ingenious Media e Screen Yorkshire, presentato Fuori Concorso alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, interpretato dai Premi Oscar® Jim Broadbent e Helen Mirren con Fionn Whitehead e Matthew Goode, Il ritratto del Duca è l’ultima commedia diretta dal regista di Notting Hill Roger Michell, scomparso lo scorso settembre.
Il film uscirà nelle sale italiane il 3 marzo prossimo distribuito da BiM.

