07 Marzo 2022
Flee è un piccolo capolavoro.
Documentario, animazione, storia, contenuti emotivi, racconto psicologico tratti di colore in bianco, nero e grigio, un pò Vedova un pò Pollock. Scatti slavati in grigio. In qualsisasi modo si scelga di raccontarlo il viaggio di questo afgano Amin, verso la vita e la sua resilienza, tocca davvero tutti. E insegna anche quali drammi psicologici certe vite debbano sopportare per sempre a causa di guerre stupide, ingiuste e malsane,menzogne e introvabile asilo politico.
La doppia scelta del regista
Con documentario e animazione si vira tra la dura realtà che viene edulcorata dal cartone animato come se tutto fosse fasullo, o più morbido, un gioco quello che si racconta.. Invece il documentario riporta in modo netto, drastico alla verità, alle assurdità e violenze dei Mujaheddin che presero il paese, alla durezza di una storia vera, quella di Amin giovane gay, in un paese musulmano e integralista che sognava i muscoli di Jean-Claude Van Damme nel poster appeso alle pareti della sua cameretta, in un paese dove la diversità non poteva e non doveva esistere.
Flee in inglese significa fuggire. E questa è la storia che da sempre vediamo nei nostri stati e continenti. Il regista iraniano forse toccato dal vivo, mette in scena l'attulità del contemporaneo e la sua disonestà, la futilità e rincorsa di un lasciapassare dove cittadini di serie A, B o ZETA esistono e non possono convivere. Tanto meno serenamente.
Basato su una storia vera, Flee colpisce come farebbe un bel gancio destro in faccia e restituisce ai potenti tutta la loro stupidità e magnitudine nel distruggere vite anime e progetti, anche minuscoli, altrui.
Gente minacciata da guerre, da carestie, da scompensi climatici, energetici, da rivoluzioni del pianeta costretti da siccità e terremoti o tsunami a spostarsi per sopravvivere.
Ancora oggi 15.000 ucraini scappano dalla guerra e sono accolti in Italia.
Il profugo ormai è un dato di fatto e farà sempre più parte delle nostre vite data la stupidità, la cattiveria imperante dei gerenti, Putin incluso. Il film racconta la precarietà di casa e cose. L'insicurezza, la guerra, l'urto, la violenza e perdita della famiglia, il cosiddetto 'displacement'
La sinossi
Amin è arrivato come minore non accompagnato dall'Afghanistan. Ha 36 anni, vive in Danimarca, è un affermato accademico e docente universitario e sta per sposarsi con il suo compagno. Ma poco prima delle nozze, il passato torna a fargli visita, facendogli ripercorrere gli anni della sua gioventù, quando dall'Afghanistan arrivò in nord europa dopo un lungo viaggio, con la speranza di chiedere asilo politico.
Flee è quindi il racconto di una fuga che si trasforma in un inno alla vita e alla libertà, un percorso umano intessuto di sfide e gioia contagiosa, una cronaca veritiera e poetica della ricerca della felicità, che apprendiamo dalla viva voce del protagonista.
Un film straordinario che è gia storia del cinema, il primo ad essere candidato all'Oscar come miglior film internazionale e al contempo come miglior documentario e miglior lungometraggio d'animazione. Anche le musiche, scelte con cura, contribuiscono di sicuro a creare quella libertà di cui si parla tanto nel film e della sua totale e incessante ricerca I love you, fool

