30 Agosto 2018
Intelligente disanima di una società in screpolatura
Giannoli ci ha abituato a una certa visione d'insieme dove originalità delle storie prescelte, dignità senza nessuna affettazione o retorica nel raccontarle, originalità e coerenza, fanno da baluardo estremo per una riuscita efficace di quello che si chiama intrattenimento. Passato dal meraviglioso Illusiones Perdues, ritratto d'epoca della Francia dell'800, in una carrellata di grandi dipinti Balzacchiani, ora il regista si /ci tuffa intensamente nella società contemporanea e nelle sue discrasie. Sempre a Venezia '80
D'argent et de sang, tratto dal romanzo di Fabrice Arfi, è la storia della truffa del secolo avvenuta nel 2009. Miliardi vanno in cenere nel mercato delle nuove “quote di emissione di carbonio”, inventate per combattere l’inquinamento. Un gruppo di furfanti da quattro soldi di Belleville si unisce a un trader altolocato per mettere in atto un raggiro epocale. Questo succede quando il “capitalismo da casinò” si scontra frontalmente con la politica, quando si scatenano passioni umane che vanno ben oltre la semplice cupidigia.
COMMENTO DEL REGISTA
Volevo mettere insieme il genere thriller con uno studio della morale, un’indagine ambientale e un viaggio spirituale. Un affresco che include varie classi sociali, dagli strati elevati ai furfanti da quattro soldi, da Wall Street ai casinò di Manila. Tra i pezzi di questo puzzle scorre un’energia affascinante. Decadenza e gioco d’azzardo sono ottimi materiali filmici, ma volevo proiettare un’ombra su di essi: un investigatore ossessivo alla ricerca della verità. La macchina da presa si muove tra la fascinazione estetica del male e l’interesse a lottare per la società. Volevo ritrarre lo stato del mondo e le sue contraddizioni, evitando la complicità voyeuristica o la semplificazione morale.
COMMENTO DEL REGISTA
Volevo mettere insieme il genere thriller con uno studio della morale, un’indagine ambientale e un viaggio spirituale. Un affresco che include varie classi sociali, dagli strati elevati ai furfanti da quattro soldi, da Wall Street ai casinò di Manila. Tra i pezzi di questo puzzle scorre un’energia affascinante. Decadenza e gioco d’azzardo sono ottimi materiali filmici, ma volevo proiettare un’ombra su di essi: un investigatore ossessivo alla ricerca della verità. La macchina da presa si muove tra la fascinazione estetica del male e l’interesse a lottare per la società. Volevo ritrarre lo stato del mondo e le sue contraddizioni, evitando la complicità voyeuristica o la semplificazione morale.
E so soddisfazioni....

