Paul Klee al MUDEC, Milano

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30 Ottobre 2018


MUDEC, MILANO. UNA MOSTRA RACCONTA IL VIAGGIO DI PAUL KLEE "ALLE ORIGINI DELL’ARTE"



L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile 
                                                                Paul Klee

 




Dal 1986, epoca in cui Palazzo Reale ospitò una famosa retrospettiva, non fu più dato vedere Paul Klee a Milano. Artista eterodosso, coltissimo, oltre che pittore fu musicista, poeta, appassionato di filologia, filosofia, etnografia, diviene quindi interessante capire cosa videro i suoi occhi prima di arrivare al Der Blaue Reiter.

Questo percorso, grazie a un mecenate contemporaneo quale Sole24ore Cultura che offre questa mostra, con l'aiuto della famiglia e del Klee Zentrum di Berna, è in visione da oggi al Mudec, fino al 03 marzo 2019, nell’ottima e profonda cura di Michele Dantini e Raffaella Resch.

Con 100 opere provenienti da collezioni private e musei europei, legate da un fil rouge che vede la fase iniziale di produzione dell’eclettico Paul Klee, in cui il concetto di primitivismo e arcaicità predominano, si illustra un’ampia selezione di visioni dell’artista svizzero, inerenti appunto la ricerca “primitivista” che animò la sua intera produzione artistica.

Viene quindi presentato, mediato anche dal suo viaggio in Italia a Roma, dove scopre l’arte paleocristiana tra l’autunno del 1901 e la primavera del 1902, il più intimo argomento di questo artista: il tema appunto del primitivismo, che assume connotazioni diverse rispetto a quelle comunemente utilizzate a proposito delle avanguardie storiche.

In seguito a questo viaggio in Italia Klee si considererà un “epigono”: vale a dire ultimo nato, erede tardivo di un’illustre civiltà giunta al tramonto. E questa conclusione non lo abbandonerà mai in seguito, spingendolo a trasformare, come lui stesso racconta nei suoi diari, la delusione in “stile”.

Assieme all’idea dell’origine dell’arte, in Klee, arte antica occidentale e arti extraeuropee in Europa nel ‘900, rappresentano il suo interesse focale, come tutto quello che è primitivo e selvaggio, che vuol dire anche onesto, vero e autentico.

La sua grandezza giace proprio nella complessità e semplicità al tempo stesso, sia nella ricomposizione degli opposti, così come coordina teorizzazione e impeto dell’ispirazione, in un'unica soluzione visiva.

Egli riesce a reinventare l’arte, fa studi (l’Egitto, gli alfabeti, le lettere) e viaggi (Tunisia, Italia) che generano mondi possibili, crea un’antropologia dell’artista il cui statuto giace nell’oggetto estetico, sfruttando quell’aristocrazia segreta intellettuale germanica, la Geheime Deutschland, che lo nutre, riuscendo poi a cambiare la logica di approccio ai quadri, d’ora in poi letti e avvicinati come testi, lapidi o pagine.

La mostra si articola quindi e analizza in modo chiaro 5 sezioni in temi diversi, dove Klee viene presentato sia attraverso le sue opere astratte e policrome, conosciute e amate dal grande pubblico, sia attraverso i suoi meno noti lavori caricaturali; al tempo stesso, puntuali ricerche sulle fonti, sui repertori iconografici e formali e sui documenti testuali danno conto della complessità del sostrato culturale dell’artista, della vastità della sua produzione e dell’ampiezza delle tecniche da lui utilizzate.

1 invenzione dal 1903 al 1906. Come produrre qualcosa di diverso, originale e autentico. Indaga sul modo stesso di creare satira e grafica, deformazione della realtà. Questa visionarietà non è chimerica, è una patologia percettiva, come lui la chiama. E’ già un artista internazionale.

2 Numeri e alfabeti, “alfabeti e geroglifiche d’invenzione” in un primitivismo di tipo “epigrafico”.

3 Lanterna magica. “C’è più arte in un museo etnografico e in una stanza dei bambini che in tutte le pinacoteche del mondo”. Sulle parole vere di Klee si costruisce questa sezione dedicata al teatrino di marionette che egli costruì per il figlio Felix, a testimonianza del suo interesse per l’espressività infantile e quindi per le origini primordiali dell’arte che l’autore, coerentemente con il suo tempo, riteneva dovessero cercarsi nelle espressioni artistiche di alcune popolazioni d’interesse etnografico.

4 Sezione etnografica, che cosa hanno visto gli occhi di Klee? I curatori vogliono far vedere un territorio della figurazione inesplorato.

5 Sezione finale, dedicata a “policromie e astrazione” designa un diverso insieme di opere, caratterizzate, oltreché dal rigoroso disegno geometrico per lo più associato a motivi architettonici, dalla trasparenza di differenti velature di colore.


SEDE ESPOSITIVA: MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)
ORARI: Lun 14.30 ‐19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 ‐ 19.30 | Gio, Sab 9.30‐22.30
BIGLIETTI: Intero € 14,00 | Ridotto € 12,00 Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917


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