Genius loci: Cellatica (Brescia). Fondazione Paolo e Carolina Zani

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05 Febbraio 2020

Cellatica come Vinci. Piccoli luoghi sconosciuti che generano intelligenza, silenzio, bellezza e cultura. Imperdibile visita a una delle collezioni più maestose e sconosciute del '700, generate dalla sensibilità, mancanza di ego e umiltà di Paolo Zani.

“Ho collezionato per esprimere il mio gusto, per appagare la mia curiosità e per abitare il bello attraverso l’arte” Così si espresse il patron di Liquigas, visionario imprenditore, amateur, collezionista, amante del settecento in dipinti, sculture, arredi, arti applicate, tappeti, Paolo Zani ha raccolto oltre 800 opere in una splendida casa-museo, identificata in 30 anni di passione e cristallizzata a Cellatica, provincia sperduta tra le colline di Brescia, tra intimità, bellezza, silenzio, gusto e generosità. Persa una figlia di soli 27 anni, il logo della fondazione diviene un piccolo angelo, alla cui figlia Paolo ha voluto dedicare tutta la bellezza, decidendo di seguirla a solo un anno dalla sua scomparsa. Non a caso un pannello in entrata accoglie i visitatori dicendo: Bellezza è verita. Verità è bellezza. Questo solo sulla terra sapete ed è quanto basta!" John Keats, Ode su un'urna greca. Un giardino curato nei minimi dettagli, un’attenzione maniacale per un ordine volto alla perfezione visiva, alla gestione dell'ospite sacro, come può esserlo un amico, un'anima bisognosa di ristoro, di conforto visivo e terapia che solo la bellezza e il gusto possono donare; questo è ciò che si incontra e prova, arrivando nella villa del patron, ora sua fondazione. La casa è caratterizzata da un grande portico esterno che collega gli spazi di servizio, oggi adibiti a servizi museali, col ninfeo. L’architettura è circondata da questo meraviglioso giardino all’italiana, di oltre tremila metri quadrati, concepito dallo stesso Zani come ideale prosecuzione del percorso della collezione. Parte integrante della visita sono infatti gli spazi aperti del giardino e dei loggiati, un percorso tra sculture, fontane, elementi architettonici in dialogo con la natura. Casa, giardino e oggetti d’arte riflettono dunque il gusto collezionistico e dell’arredare di Zani che, predisponendone il passaggio a museo, ha voluto che questi caratteri venissero conservati e tutelati. La costruzione della villa di Cellatica risale al 1976 e riprende il modello della domus romana, scandita lungo undici ambienti imperniati attorno alla vasca quadrangolare centrale, un impluvium in origine, successivamente trasformato in funzione dell’esposizione di una parte delle collezioni. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso gli undici ambienti della casa-museo in cui sono stati inseriti i servizi museali (accoglienza, sala didattica, uffici, bar, bookshop e deposito). All'interno troviamo un percorso studiato che si snoda tra più di un Canaletto, Guardi e Bellotto, meticolosi capolavori di ebanisti, ceramisti, sedie comprate da collezioni storiche, ad esempio un magnifico comò romano turchino e oro, a chinoiseries in delicato rilievo. Tra i vari arredi veneziani si stagliano due poltrone del 1750, decorate in lacca azzurra con motivi floreali policromi e insoliti intagli dorati, provenienti da Strà e dalla nota, nonchè bellissima Villa Pisani le quali, recentemente, passarono tra le mani di un eccellente antiquario di Torino, Filippo Giordano, per approdare poi a Parigi nella residenza del Barone Thyssen-Bornemisza e accogliere altrettanti lussuosi deretani.

Il tutto viene incasellato e censito in un volume come un monito al bello: Abitare l'arte, corredato da ricche fotografie di Massimo Listri e i saggi di Alvar Gonzales Palacios e Massimiliano Cappella, rispettivamente esperto e storico il primo, curatore e gestore della fondazione il secondo.

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