Atomic Blonde. Who ‘s Who?

Pin It

19 Luglio 2017



Atomic Blond è una cosa sconvolgente.











Partiamo da cosa non è.

Non è un film ma, in primis una specie di corso accelerato di Krav Maga.



Non è un corso di arti marziali israeliane, ma un musical iconico e assai sofisticato.

 

Canzoni che spezzano il cuore nei ricordi anni ‘80 come quelle del trailer di Blue Monday, David Bowie, i ‘Til Tuesday o l’omaggio indelebile di Father Figure a George Michael, Personal Jesus dei Depeche o persino Falco e molte altre perfettamente scelte per intagliare, rallentare, sdrammatizzare o acuire intense scene di combattimenti, sesso, flashback o interrogatori di CIA e M16, funzionano perfettamente di pari passo al montaggio e alla sceneggiatura, già di per sè eccellenti. Creano e disfano un'atmosfera da borsalino e impermeabile rendendola totalmente pop o rock.

Atomic blonde non è un musical, ma un’elegantissima scelta di costumi, abiti e sfilate di due bellissime donne come Charlize Theron nel ruolo di Lorraine Broughton, sempre in un iridescente bianco e nero che si staglia su un opalescente caschetto platino, versus la collega Delphine, agente francese interpretata dalla sensuale brunette Sofia Boutella, tra cui scoppia un amore saffico e una rivincita tutta femminile sull’intelligenza.

Non è una sfilata, ma un’opera d’arte con un cast eccezionale, dove tutto è calibrato e niente è fuori posto. Nemmeno i ruoli, nemmeno le facce, nemmeno il setting: la Berlino del 1989, prima della caduta del muro, durante la guerra fredda, ripresa e fotografata con una rara eleganza assieme agli indelebili primi piani della Theron.

Interessante citazione di verità e finzione, intreccio di menzogna e verità, intessute tra l’eterno dilemma di male e bene e l’attualità della deviazione dei servizi segreti e su certi agenti venduti, il film è una spy story girata divinamente, nonostante i numerosi e traumatici combattimenti corpo a corpo che hanno fatto saltare persino due denti al bel sorriso di Charlize nei duri preparativi alle scene, di cui è pienamente padrona ed è di una bellezza carismatica, potente ed resa estremamente empatica con la vita da spia.

Ricapitolando: una sceneggiatura interessante, tratta dal romanzo a fumetti The coldest city” con costumi stupendi, facce bellissime, azione continua, colonna sonora che da sola fa e vale il film, rendono Atomic Blonde un vero capolavoro di savoir faire arte, cinema, musica e soprattutto bellezza con la B maiuscola.

Complimenti a David Leitch e a tutto lo staff. Film imperdibile in uscita il 17 agosto per Universal Pictures.
GET SOCIAL
  • Facebook
  • Facebook
  • Facebook