12 FESTA di ROMA _ Borg/McEnroe, Love Means Zero, Then I Go, Wonder

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04 Novembre 2017

SILENCE IS SO PRECISE1

Il tennis usa il linguaggio della vita: vantaggio, servizio, errore, pausa, amore (o zero). Ogni partita una vita in miniatura"
Andre Agassi

Silence is so precise
Partirei con questa citazione di Mark Rothko per descrivere i tre film di oggi e poi aggiungerei: “per chi sa leggerlo”.


Questa infatti è una frase perfetta per veicolare il materiale umano delle pellicole che abbiamo visto stamane alla festa di Roma.

A volte il silenzio che, letto male, appare autismo, riguarda molto i personaggi dei film di oggi.

C’è infatti chi si racchiude in un mutismo totale perché si sente diverso, solo o bullizzato. Come già Humphrey, il personaggio meraviglioso descritto da FLORENCE MONTGOMERY in Misunderstood, divenuto poi INCOMPRESO di Comencini, che lo ha rielaborato nel personaggio di Andrea, in quel capolavoro visivo che diventa il uno dei miei film preferiti.

Giovani fragili, vulnerabili, problematici o agguerriti come nel caso del bellissimo Borg/Mc Enroe, di Janus Metz, che fotografa i due personaggi protagonisti del tennis anni ’80, innanzitutto come bambini che sembravano sfiorare il caso psichiatrico.

Chiuso, pieno di rabbia inespressa il primo, “come un iceberg che invece dentro è un vulcano”.
Violento, maleducato, irrispettoso, aggressivo, iconoclasta il secondo, in grado di svolgere operazioni matematiche, alla stregua di Hoffman in Rain man, affetto dalla sindrome del savant.


Il regista, che ovviamente ha vinto il premio del pubblico per un film elegante, forte, intenso, pieno di passione, tramanda i due campioni con attenzione psicologica, proprio come fece la Montgomery, adattando però le difficoltà alla vita sportiva, rivelando notevole acume psicologico. Non è solo un film di sport. Anzi.

A volte qualcuno è in grado di leggerci, tradurci, supportarci. Come fu Giulio II con Michelangelo. Gian Giorgio Trissino con Palladio. Agostino Chigi che eresse la villa Farnesina con Peruzzi, Sodoma, Sebastiano del Piombo, Raffaello, ragazzini di 15 anni raccolti dalla strada.

Utile il passaggio in cui un allenatore di Coppa Davis, (nell’ottima performance di Stellan Skarsgård, (già il professore in Genio ribelle) è in grado di trasformare quest’energia distruttiva, nel caso di Borg, espulso dalla prima accademia di tennis per la violenza caratteriale non sportiva e inadeguata, dalla gelida freddezza apparente, nel campione che tutti conosciamo.

E, se solo apparentemente si ruota intorno alla tensione della Finale Wimbledon 1980, in realtà nel film c’è tutto: competizione, sacrificio, grinta, psicologia e lettura dei caratteri.

Alcune stelle brillano per sempre - si dice e qui sono Shia Labeouf e Sverrir Gudnason a veicolare McEnroe e Borg. Apparentemente una delle più straordinarie rivalità di tutti i tempi, in realtà i due personaggi contrapposti e originali, entrambi silenziosi e introversi, alla fine trovano il loro raccordo emotivo sviluppando amicizia e legame profondo. Proprio per la loro similitudine e genialità.


Altro bellissimo film, sospeso tra tennis, educazione, psicologia e creazione di mostri o campioni, è LOVE MEANS ZERO, elegante tentativo del regista di far rendere consapevole il pluri ottantenne Nick Bollettieri, allenatore americano di origine italiana, famoso per i suoi metodi drastici nel produrre campioni come Agassi, Becker, Courier, Rios, Sampras, Seles, Šarapova, Serena Williams.

Noto per la capacità di creare a tavolino una macchina da guerra, come se si fosse in un esperimento in laboratorio mettendo in competizione più cavie, col motto: “che vinca il migliore”, nella sua accademia raccoglieva bambini in cui sostituiva se stesso all’amore familiare, creando anche danni irreparabili.


AND THEN I GO di Vincent Grashaw è tratto dal romanzo Project X, di Jim Shepard. Anche qui troviamo due bambini che modificano le loro esistenze, mentre crescono con un senso di alienazione e incomprensione da tutto e da tutti. Il piccolo protagonista, il bullizzato Edwin ha grandi doti artistiche, estrema sensibilità, trattiene le emozioni, non le veicola e non comunica a nessuno i suoi stati d’animo. Ha solo un amico, Flake, (Scheggia) molto violento e negativo, che sarà la sua rovina, a cui sarà fedele per non deluderlo, anche nel piano di morte elaborato con Kalashnikov per distruggere un mondo che è violento con loro.      

                        
A differenza di Borg e McEnroe, quest’altra coppia di amici/nemici adolescenti diventerà tristemente famosa per la strage in America nella scuola di Columbine che oggi potrebbe essere quella di Orlando e tante altre. Altro esempio in cui nessuno è stato in grado di leggere e trasformare il loro silenzio, dando spazio a un’aggressività che, non incanalata, ha ahimè portato solo al male, loro e di tanti altri.


Infine WONDER con Julia Roberts, film diretto da Stephen Chbosky che parla di August Pullman, un bambino di dieci anni con una malformazione cranio facciale che gli impedisce una vita normale.

Subisce circa 27 interventi chirurgici, e un pò per questo e un po’ per paura della reazione degli altri bambini, non è mai andato a scuola in vita sua e vive in una continua paura del prossimo. Ma grazie a genitori intelligenti riesce a riscoprire le sue doti e la profonda interiorità, poi amata da tanti altri. 1 Il silenzio è così preciso
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