24 Novembre 2017
Un film illuminante sul fascino del doppio che alberga latente in ognuno di noi, di cui già Tod Browning nel ‘32 aveva capito la forza visiva e anche mediatica realizzando il capolavoro di Freaks, mostri o bestie che siano.
Beasts è un film ben fatto. Ha pieghe e anse che ti travolgono. Ben girato, con uno script valido e interpretazioni magnifiche di un’intensità rara, nonostante gli attori non siano così conosciuti; ricordiamo la protagonista Jessie Buckley con Charley Palmer Rothwell.
L’importanza di un casting perfetto sui protagonisti (lei, lui e la madre di lei) spesso viene sottovalutata.
In realtà proprio questo film grazie al casting, crea quell’alchimia indimenticabile di erotismo, cattiveria, freddezza, giudizio e pregiudizio che soprattutto questi tre personaggi, citati sopra, sanno far vivere all’audience.
Ovviamente con l’aggiunta di una regia ottima, questa di Micheal Pierce, che sa intervallare scenari mozzafiato fatti di coste a strapiombo sul mare, zone boschive, grandi spiagge e scenari paesaggistici come vie di fuga dalla tematica di un killer seriale che uccide bambine e adolescenti. Bellissimo film del Torino Film Festival. Assolutamente da vedere tanto che si è aperto con il primo vero applauso sentito dalla critica presente alla proiezione stampa.
L’importanza di un casting perfetto sui protagonisti (lei, lui e la madre di lei) spesso viene sottovalutata.
In realtà proprio questo film grazie al casting, crea quell’alchimia indimenticabile di erotismo, cattiveria, freddezza, giudizio e pregiudizio che soprattutto questi tre personaggi, citati sopra, sanno far vivere all’audience.
Ovviamente con l’aggiunta di una regia ottima, questa di Micheal Pierce, che sa intervallare scenari mozzafiato fatti di coste a strapiombo sul mare, zone boschive, grandi spiagge e scenari paesaggistici come vie di fuga dalla tematica di un killer seriale che uccide bambine e adolescenti. Bellissimo film del Torino Film Festival. Assolutamente da vedere tanto che si è aperto con il primo vero applauso sentito dalla critica presente alla proiezione stampa.

