35 TORINO FILM FEST_ Balon

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29 Nov 2017


di Pasquale Scimeca









              Era il gennaio 2016.  I giornali titolavano così: "Orrore senza fine. Nigeria, nuova strage di Boko Haram: "Bambini bruciati vivi". Almeno 86 morti" .

       Boko Haram e la strage nigeriana.  Da qui forse è nata l'idea di Scimeca di ripercorrere a ritroso questa tremenda vicenda e dare immagini  a una realtà ai più indifferente o sconosciuta.

       Operazione utile, intelligente, umana e potente nei risultati.  A volte il cinema può servire non solo come intrattenimento, cultura, emanazione di forme, colori e bellezza, ma anche come MoNITO.

      Monito al mondo a stare attento a quello che fa, a chi elimina, a chi condanna, a chi brucia. Vivo. Tanto più se si tratta di giovani innocenti.


      La storia di un bambino, David Koroma, è quella universale dell'Africa. David é studioso, appassionato di calcio e fa sei ore di cammino per arrivare a scuola e studiare l'inglese.

      Questa vita, assieme a quella dell'altra brava interprete Fatmata Kabia che parla moltissimo con gli occhi, sono messe in scena e ridefiniscono  le priorità dell'umanità  e di certe condizioni di vita, oggi inaccettabili.


     Il film è secco e asciutto come il deserto che milioni di sofferenti devono attraversare per mesi.

     Asciutto e secco come gli occhi dei due bambini che hanno finito le loro lacrime.

     Asciutto e secco come i cuori degli sfruttatori in Libia, ma anche in Italia e altrove che approfittano di disgrazie umane per arricchirsi.                                          

 Ma presto avranno figli anche loro.



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