25 Luglio 2019
Homo Homini LUPUS Ovvero la Fiera delle Banalità
E' vero che Artemide, meglio nota dai latini come Diana, era la dea della caccia e guerra.
E' vero che il pianeta langue.
E' vero che l'uomo se potesse ucciderebbe l'uomo, ma tutte queste tautologie assieme sono troppe. E rendono l'hotel della guerra, velato simbolismo, non si capisce se ironico o provocatorio, un diallelo che sfocia in truismo.
Qui la regina / infermiera, Jodie Foster, è davvero attorniata da animali criminali, ma anzichè cacciarli, li salva.
Ennesima divisione tra buoni e cattivi, anche se qui i cattivi sono i buoni che vengono così salvati e curati da una donna/UOMO che lavora in un building tipo hotel-ospedale a cinque stelle.
Nulla risulta chiaro. Non solo a livello scenico.
Non si capisce proprio il senso del film, il significato, se mai ve ne fosse uno, eccetto come si diceva, il sensibilissimo tema ambientale che rimane però pretesto e sottofondo iniziale; in short, una allusione - illusione alla precarietà del pianeta e le sue risorse, o forse anche alla cattiveria umana? Mah!
Irriconoscibile per la vecchiaia, il ruolo e la camminata gobba è la protagonista Jodie Foster che fa del suo meglio per sembrare credibile, ma quando la scrittura cede, anche tutto il resto: costumi, scene, bravura degli attori come ad esempio il redivivo Golblum o la bellissima Sofia Boutella, cadono come taselli di domino o carte in un solitario estivo.
Insomma uno sfacelo. Non solo nell'ospedale più cupo del mondo, ma in tutta l'umanità.

