24 Ottobre 2019
Chi avrebbe mai detto che un ebreo, avvocato di grido come Roy Cohn, che diviene General Attorney negli Stati Uniti, l'equivalente del nostro ministro della giustizia, potesse tenere in camera una raccolta sterminata di ranocchi giganti a forma di pupazzo e infinite mensole di piccole rane di tutte le forme e colori?
Il titolo del documentario, Dov'è il mio Roy? non è apertamente spiegato nel film, ma con una breve ricerca e l'aiuto diretto del regista si scopre che è una frase pronunciata da Trump, che inizlamente era stato difeso da Cohn. Merito di questo film è l'identificare l'uomo pubblico senza scrupoli e morale, disposto a tutto per avere potere e gestirlo, con l'essere privato che ha uno specchio enorme sul soffitto del letto, dove dorme con piu cani, si attornia di ranocchi giganti, tipo muppet show e deve fare sesso ogni giorno, creando una fantastica e surreale dicotomia, la stessa che cingeva la personalità di questo uomo affascinante e cattivo, dolce e violento, falso ipocrita, ma affettuoso con gli amici, pur profondamente disonesto.
Cresciuto da una madre troppo brutta e, di conseguenza infelice o addirittura cattiva, sempre schierata dalla parte del figlio, ma troppo invasiva e ossessiva, è quasi ovvio il perchè degli indirizzi sessuali dell'avvocato Roy.
Anticonformista e provocatore l'assecondare qualsivoglia legge era per lui contronatura, così come il fatto che la legge lui la dovesse rappresentare.
Poi con l'avvento del disvelamento della sua omosessualità fino a quel momento celata e la malattia del secolo, cioè l'aids, il dolce Trump gli diede il ben servito e con lui tutte le persone influenti e ricchissime di New York che fino al suo ultimo compleanno lo avevano usato, mentre a quest'ultima cena formale, dopo le dichiarazioni sulla sua malattia, l'insinuarsi del dubbio e la radiazione dall'albo, non si presentò nessuno.
Ben strutturato per suspence, musiche e inserti di giornali, trasmissioni radiofoniche e televisive, il film racconta di questo personaggio carismatico con quei begli occhioni, fanali azzurri che sembrano dolcissimi, le sfaccettature adamantine, la sfacciataggine, l'innovativo metodo di apparire ai media, attaccarli e usarli in proprio favore, tecnica poi elegantemente assorbita dal Trump, parruccone nazionale.
L'attacco e lo spostamento del discorso su altri fronti, così da non rispondere ad accuse ben precise e nette, tecnica già usata in aula da Roy, diviene poi un must, fino ai giorni nostri coi i bravi politici attuali, altri onestissimi individui.
Cresciuto da una madre troppo brutta e, di conseguenza infelice o addirittura cattiva, sempre schierata dalla parte del figlio, ma troppo invasiva e ossessiva, è quasi ovvio il perchè degli indirizzi sessuali dell'avvocato Roy.
Anticonformista e provocatore l'assecondare qualsivoglia legge era per lui contronatura, così come il fatto che la legge lui la dovesse rappresentare.
Poi con l'avvento del disvelamento della sua omosessualità fino a quel momento celata e la malattia del secolo, cioè l'aids, il dolce Trump gli diede il ben servito e con lui tutte le persone influenti e ricchissime di New York che fino al suo ultimo compleanno lo avevano usato, mentre a quest'ultima cena formale, dopo le dichiarazioni sulla sua malattia, l'insinuarsi del dubbio e la radiazione dall'albo, non si presentò nessuno.
Ben strutturato per suspence, musiche e inserti di giornali, trasmissioni radiofoniche e televisive, il film racconta di questo personaggio carismatico con quei begli occhioni, fanali azzurri che sembrano dolcissimi, le sfaccettature adamantine, la sfacciataggine, l'innovativo metodo di apparire ai media, attaccarli e usarli in proprio favore, tecnica poi elegantemente assorbita dal Trump, parruccone nazionale.
L'attacco e lo spostamento del discorso su altri fronti, così da non rispondere ad accuse ben precise e nette, tecnica già usata in aula da Roy, diviene poi un must, fino ai giorni nostri coi i bravi politici attuali, altri onestissimi individui.

