11 Novembre 2019
"L'anima non ha sesso!"
Gaia Serena Simionati
Lo sostengo da sempre. In particolare da quando alla mia geniale JRT, di nome Rothkoviz, tutti dicono sempre, "ma è un nome da maschio ".
A parte l'ignorare il fatto che è il cognome del più grande artista del '900 e che Rothko ha avuto una figlia che si chiama Maria, ciò detto, rispondo sempre che se anche fosse, l'anima non ha sesso!
Su questo pitch, cresce Nati 2 volte. Cioè rinati. E' quello che succede al / alla protagonista - ex Teresa - ora in transito verso Maurizio, naturalmente interpretato da Fabio Troiano.
Il tema affrontato nel film è molto interessante, utile, attuale per far capire le dinamiche di sofferenza, bullismo, intoppi burocratici, blocchi emotivi, fisici e sessuali, rigetto familiare o degli amici, ahimè vissuti da coloro che soffrono di disforia di genere e decidono di sottoporsi a intervento modificativo.
Tratto da una storia vera, Nati 2 volte, racconta l'iter di Teresa che, fin da piccola, si sente uomo in un corpo femminile. Ai pregi del soggetto che conferma l'idea che il cinema è cultura, anche sociale, rimangono aperti dei dubbi che vorremmo sottoporre al regista.
Primo. Non si è capito perchè si sia scelto un titolo già esistente di un libro di Pontiggia e di un film di Amelio? Cambiare il due da scritto in parola, a numero, non lo rende più originale e autonomo da un'idea altrui.
Secondo. Non si è capito come mai per il ruolo primario, ma solo nel ruolo di un'amica del protagonista, si sia scelta una persona che, seppur nel verso opposto, cioè da uomo a donna, ha vissuto realmente questo percorso. Giuseppe Schisano ora divenuto Vittoria Schisano.
Terzo. Una domanda sul cast? Nini Salerno e Smaila? La Celentano? Dove li ha trovati? Forse per una resa più veritiera sarebbe stato meglio scegliere un team di attori senza strascichi da balera o night in un tema così potente e delicato.
Su questo pitch, cresce Nati 2 volte. Cioè rinati. E' quello che succede al / alla protagonista - ex Teresa - ora in transito verso Maurizio, naturalmente interpretato da Fabio Troiano.
Il tema affrontato nel film è molto interessante, utile, attuale per far capire le dinamiche di sofferenza, bullismo, intoppi burocratici, blocchi emotivi, fisici e sessuali, rigetto familiare o degli amici, ahimè vissuti da coloro che soffrono di disforia di genere e decidono di sottoporsi a intervento modificativo.
Tratto da una storia vera, Nati 2 volte, racconta l'iter di Teresa che, fin da piccola, si sente uomo in un corpo femminile. Ai pregi del soggetto che conferma l'idea che il cinema è cultura, anche sociale, rimangono aperti dei dubbi che vorremmo sottoporre al regista.
Primo. Non si è capito perchè si sia scelto un titolo già esistente di un libro di Pontiggia e di un film di Amelio? Cambiare il due da scritto in parola, a numero, non lo rende più originale e autonomo da un'idea altrui.
Secondo. Non si è capito come mai per il ruolo primario, ma solo nel ruolo di un'amica del protagonista, si sia scelta una persona che, seppur nel verso opposto, cioè da uomo a donna, ha vissuto realmente questo percorso. Giuseppe Schisano ora divenuto Vittoria Schisano.
Terzo. Una domanda sul cast? Nini Salerno e Smaila? La Celentano? Dove li ha trovati? Forse per una resa più veritiera sarebbe stato meglio scegliere un team di attori senza strascichi da balera o night in un tema così potente e delicato.

