70 BERLINALE_Yalda di Massoud Bakhshi. Quando la luce sconfigge l’ombra! Grazie al televoto

Pin It

24 Febbraio 2020

Generations
Yalda, la notte del perdono: quando la luce sconfigge l’ombra! Grazie al televoto da casa. Economia dei sentimenti nella legge del taglione.

Risalente a più di 3000 anni fa e poi ripresa dalle religioni Hindu, Mitraista e Zoroastriana, che celebrano la nascita di Mitra, dio del sole e della luce, Sahib e Yalda è una tradizione antichissima, festeggiata il 21 dicembre. Le giornate iniziano ad allungarsi e proprio per questo Yalda rappresenta la vittoria della luce sulle tenebre. Si riuniscono le famiglie e oltre a frutta secca o fresca di ogni tipo e colore, si offrono diversi deliziosi piatti tipici tra cui il Fesenjan (uno stufato a base di pollo, noci, e salsa di melograno), l’Anar Polo (riso con melograno, pollo e pistacchi), la zuppa di melograno e il Kalam Polo (riso con cavolo, carne e spezie). Tutto questo cibo viene esposto in tavola a dimostrazione del fatto che la società non è intimorita dai giorni freddi che seguiranno, ma che anzi è pronta e preparata per entrare nella stagione invernale.
Durante la notte più lunga dell'anno, le famiglie si riuniscono con parenti e amici, la gente racconta storie e si recitano le poesie di Hafez, uno dei pilastri della cultura persiana. In Iran quindi la celebrazione del solstizio d’inverno è tradizione lieta e consolidata dai diversi significati, anche simbolici. Aprendosi infatti alla nuova stagione si pulisce dentro e fuori casa e, con esse, anche il proprio cuore dalle liti, dalle problematiche, spazzando via dolori, cercando il perdono definitivo di qualsivoglia offensore per cui, ricordiamo, esite e vige la pena di morte.
Su questa geniale, assurda, originale tematica si innesta un prezioso, imperdibile film basato su un programma televisivo, un reality dall'emblematico titolo: “honeymoon”, luna di miele appunto, ma con finale tragico, si aiutano i sopravissuti a un omicidio, il marito o la moglie, a non essere mandati a morte. Come? Col televoto via sms.
Si dipana quindi una storia pazzesca in cui realtà e finzione scardinano i loro punti repriproci per lasciare definitivamente basito, lo spettatore. Diretto e sceneggiato da Massoud Bakhshi, Yalda racconta la storia di Maryam, una giovane donna iraniana che è stata condannata a morte per l'uccisione del marito Nasser. La legge iraniana consente alla famiglia della vittima di perdonarla e di risparmiarle la vita: nel suo caso, il suo destino è nelle mani di Mona, la figlia del consorte assassinato. Le due donne non devono far altro che presenziare in uno dei programmi televisivi di maggior successo nel loro Paese e confrontarsi di fronte a milioni di spettatori durante la notte di Yalda. Sarà così che, rivivendo il passato, Maryam e Mona realizzeranno che non sempre il perdono è così semplice da concedere.
Da li altre interessanti taboo delle cultura islamica e tematiche sotterranee anche occidentali, emergono come vermetti da zolle di terra. Ad esempio le imposizioni familiari, l'assoluta autorità del capo famiglia, la mancanza di libera scelta della donna nella cultura iraniana, spesso spinta anche per le economie, a un matrimonio a scadenza, sorta di contratto a tempo in cui però le emozioni generate ovviamente non scadono al termine dello stesso, una certa netta divisione di classe che, con denaro o senza, concede o meno libertà e cultura, matrimonio o dipendenza.
Alla tensione di un omicidio in cui la protagonista forse potrà essere salvata “graziata” dal pubblico a casa, con un sms miracolante, si aggiunge quella palpabile di uno studio televisivo in cui la diretta, le molte persone, i cambi di programma, le scelte di produzione per fare audience o gli imprevisti generano sempre un pò di di sano batticuore, generando una sorta di thriller in diretta tv.
Con la direzione della fotografia di le scenografie di Leila Naghdi Pari e i costumi di Rana Amini, è stato così presentato dal regista al Sundance e a Berlino 2020: "Un programma televisivo simile a quello al centro di Yalda esiste realmente in Iran, la mia nazione: si rappresenta e si concede il perdono ai detenuti in modi diversi. Lo show va avanti da una decina di anni ed è un grande successo che si ripete durante il mese del Ramadan. Un amico, a conoscenza del fatto che avrei voluto fare un film su una donna condannata a morte per aver ucciso il marito, mi ha invitato a guardarlo e ono rimasto sbalordito: in uno show televisivo si determina in poco tempo la vita e morte di un essere umano. Ho dunque inserito il programma nel mio film e l'ho ironicamente chiamato Joy of Forgiveness. "Il mio film - ha proseguito Bakhshi - si svolge durante la notte di Yalda, una celebrazione che in Iran segna l'arrivo dell'inverno. Sin da piccolo, la notte di Yalda mi ha affascinato e per tale ragione ho pensato che fosse uno sfondo perfetto per la mia storia, ambientata durante una lunga notte in cui tutto può succedere e in cui Maryam, già condannata a morte, può rovesciare le sorti del suo tragico destino raccontando la sua versione dei fatti. La lunga notte rappresenta la sola possibilità che ha per ottenere il perdono di Mona e rivelare quanto veramente è accaduto in passato. La legge del taglione - occhio per occhio, dente per dente - è parte integrante della cultura islamica: se la famiglia della vittima è però disposta a perdonare, non c'è bisogno dell'esecuzione della sentenza di morte. In quel caso, il condannato sconta la sua condanna, tramutata in anni di arresto, in carcere e paga il cosiddetto "prezzo del sangue" alla famiglia della vittima, una cifra fissata in base a criteri ben precisi". Ha poi aggiunto: "Un altro aspetto della società iraniana che mi interessava mettere in luce è quello del matrimonio temporaneo o con scadenza, una sorta di contratto matrimoniale dalla durata definita concordato prima delle stesse nozze. Tale matrimonio può durare un solo giorno o andare avanti per mesi. La coppia di coniugi deve però attenersi alla scadenza fissata. Si tratta di qualcosa che risale agli arbori dell'Islam quando a causa delle guerre c'erano troppe vedove e gli uomini potevano avere diverse mogli che potevano prendersi cura dei loro figli. Con un contratto del genere, la moglie può anche ricevere un determinato importo di denaro - spesso deciso a priori - ma non può in nessun caso avanzare pretese sull'eredità del marito mentre ogni figlio può pretendere la sua parte. Finisce però spesso che gli uomini lasciano le loro mogli "temporanee" e che i figli non vengano riconosciuti, trasformandoli così facendo in dei "bastardi". Fortunatamente, leggi recenti hanno cominciato a tutelare in maniera più efficace sia le donne sia i bambini. Maryam era sposata temporaneamente con Nasser Zia. I due provengono da classi sociali differenti. La lotta di classe in Iran è un problema ancora attuale. Quarant'anni fa, al tempo della Rivoluzione, la società iraniana era per il 30% cittadina e per il 70% contadina. Oggi le percentuali si sono invertite: la ricostruzione ha portato, anche se con problemi di integrazione e accettazione, molti cambiamenti socio-demografici che vanno a intaccare la tradizione e la sua cultura. Uomini e donne hanno quasi gli stessi diritti ma ciò ancora non accade con ricchi e poveri. La famiglia di Maryam è arrivata in città dalla campagna. Suo padre è stato l'autista di Nasser, un ricco pubblicitario, e i problemi sono sorti con il matrimonio. Ciò ha delle conseguenze sul finale del film quando Mona sarà costretta a fare i conti sia con il perdono da concedere a Maryam sia con la presenza di un fratellastro a cui concedere o meno il cognome del padre".

"Per me Yalda - ha infine concluso il regista - è innanzitutto come una sorta di processo filmato, in cui gli spettatori sono chiamati a mettere in discussione il proprio ruolo di giudici. Tuttavia, è anche una riflessione sul mondo della televisione, su ciò che mette in mostra e sul dietro le quinte. Gli spot che mostrano vite ideali trasmessi durante il programma sembrano quasi beffardi e irrispettosi. La televisione vende una sorta di ricetta per la felicità, un'immagine di successo sociale, un'illusione. In molti disprezzano certi programmi senza averli mai guardati e senza chiedersi perché siano così visti da altri".

GET SOCIAL
  • Facebook
  • Facebook
  • Facebook