David di Donatello. I cinema riaccendono le luci e con essi la speranza nella fine di un tunnel

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09 Maggio 2020

"Vita che mi spingi in mezzo al mare, mi fai piangere e ballare come un pazzo insieme a te".

Sembra quasi un paradosso la vincita di questa canzone, dal titolo Vita meravigliosa in un momento drammatico per l'umanità come questo dei mesi Covid. Premio #david2020 per la miglior canzone #chevitameravigliosa di #Diodato in #Ladeabendata.

In realtà rappresenta molto di quello che ci succede all'essere umano: piangere, morire, guarire, godere di un caffè sospeso in un raggio di sole, la vita rimane sorprendente con la sua improbabile e imprevedibile fantasia: il fato appunto. Come quello che regola il film di Ferzan Ozpetek.
Premi a Bellocchio come miglior film per #IlTraditore Buscetta con il sempre piu lanciato Favino, #Pinocchio giustamente riceve Donatelli (5) vari per costumi, scenografie, acconciature. In un'edizione virtuale e isolata.
Le sale cinematografiche riaccendono le luci in contemporanea con la 65a edizione dei Premi David di Donatello #riaccendilcinema e gettano una luce di speranza per la guarigione, la salute e la ripresa anche econonima che si proietta come un virus non meno grave.
In contemporanea con la cerimonia di premiazione della 65a edizione dei David di Donatello, i premi del Cinema Italiano, trasmessa in diretta da RAI 1 ieri, le sale cinematografiche riaccendono le insegne e illuminano lo schermo, in attesa della riapertura e di un ritorno alla normalità.
Con una sorta di flash mob, organizzato da ANEC con hashtag #riaccendilcinema, si intende lanciare un messaggio simbolico agli spettatori, agli operatori e alle istituzioni con il quale si sottolinea l’importante funzione sociale che le sale svolgono quotidianamente sul territorio come luoghi di incontro, partecipazione e scambio culturale, e si evidenzia la necessità di un progetto strategico per il rilancio del settore.
A seguito del lockdown, infatti, 1.600 strutture cinematografiche hanno sospeso la loro attività, per un totale di oltre 4.000 schermi su tutto il territorio nazionale. Riaccendere le luci per non spegnere la magia e le emozioni che solo la sala può offrire, nel buio della visione collettiva di un film su grande schermo. Non è da sottovalutare che i cinema, dalle multisale alle monosale, in città come nei piccoli centri, sono presidi culturali e civici, quindi caratterizzati da una forte relazione con chi li frequenta. Soltanto in Lombardia, dove 188 sale cinematografiche con 562 schermi hanno chiuso il 23 febbraio scorso, si calcolano 35 milioni di euro di perdite da biglietteria e oltre 4,5 milioni di spettatori in meno. Senza dimenticare i lavoratori coinvolti direttamente: oltre 1.500 persone sono in cassa integrazione da ormai 10 settimane. Sono numeri che lanciano un grido di allarme. Le misure finora previste a sostegno del settore spettacolo risultano purtroppo insufficienti. Per continuare a esistere nel presente e poter guardare al futuro, le nostre imprese hanno bisogno di interventi straordinari di liquidità e facilitazioni nell’accesso al credito, di tutele per i lavoratori, di un protocollo di sicurezza per la riapertura che consenta di tornare ad accogliere il pubblico nelle sale e un piano per il rilancio delle attività. Sottolinea Domenica Dinoia, Presidente ANEC lombarda: “La società civile e le istituzioni lombarde non possono permettersi di assistere alla chiusura di imprese che producono effetti positivi sulla qualità della vita e concorrono allo sviluppo economico e culturale del nostro territorio”. #riaccendilcinema Il virus non spegnerà il cinema!!!

 

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