15 Settembre 2020
Chris e Riley sono innamorati. Un gesto, una distrazione, il caso, il karma è tutto sparisce.
Idea interessante la sparizione, la mancanza da Paul Verilio in poi, il tema dell'assenza ha una sua estetica, così come la morte. Purtroppo nonostante la profondità del concetto, se vogliamo anche filosofico, il casting non funziona e accorpa persone che non c'entrano.
Questo, a cascata, crea una mancanza di empatia nello spettatore e rende la storia poco credibile, seppur a tratti per chiunque abbia subito dei lutti importanti, commovente.
Il regista accoppia una super ragazza con un pirletto, una mamma sexy e bella con un marito nano. Niente funziona. Nemmeno la sceneggiatura regge moltissimo.
I punti di contatto tra i due protagonisti sono veramente rari perché diversissimi nei cromosomi; lei, studentessa presa a Georgetown, una delle più prestigiose università americane dove diventerà un avvocato di grido.
Lui un nullafacente, di famiglia povera, con un padre assente e pure brutto.
Follemente innamorati, ma com'è possibile? ci si chiede, - vero è che l'amore è misterioso, ma i neodiplomati Riley e Chris c'entrano come i cavoli a merenda.
I due vengono separati per sempre da un tragico incidente d'auto in cui Chris muore. Riley si incolpa della morte del fidanzato mentre Chris è in realtà bloccato in una sorta di limbo. Miracolosamente, i due trovano un modo per entrare in contatto attraverso l'arte. Con il disegno sembra infatti che lui venga risucchiato nel presente, dando vita a una sorta di dialogo che trascende i confini della vita, della morte e della legittimità nella buona fede di uno spettatore.
Saranno così costretti entrambi lui per passare oltre, lei per continuare a vivere e rinsavire, a imparare la lezione più difficile di tutte: lasciare andare la persona amata.
A tutti sarà capitato di sentire energie presenze, soprattutto in concomitanza di una perdita. Il dilemma è da sempre presente. Si può comunicare con i morti? E' il dolore che annebbia la lucidità mentale e fa vedere, sentire cose che non ci sono. Può esistere un'empatia psichica con i trapassati?
La tematica è interessante, il fascino dell'aldilà da sempre ha esercitato su pittori, poeti, scrittori un'aspirazione alla comprensione. In questo caso Endless non riesce però a colpire nel segno perchè sviluppa una tematica densa in modo superficiale, da quindicenni. Peccato davvero perchè l'idea diviene qualcosa che può fa riflettere e soprattutto in tempi di Covid dove la morte ha colpito tanti, ci sta il fermarsi e pensare ad essa, a loro, gli scomparsi, e a quell'energia invisibile che li lega a noi e che fa si che ci proteggano aiutino, anche quando non ne siamo del tutto consapevoli.
Il regista accoppia una super ragazza con un pirletto, una mamma sexy e bella con un marito nano. Niente funziona. Nemmeno la sceneggiatura regge moltissimo.
I punti di contatto tra i due protagonisti sono veramente rari perché diversissimi nei cromosomi; lei, studentessa presa a Georgetown, una delle più prestigiose università americane dove diventerà un avvocato di grido.
Lui un nullafacente, di famiglia povera, con un padre assente e pure brutto.
Follemente innamorati, ma com'è possibile? ci si chiede, - vero è che l'amore è misterioso, ma i neodiplomati Riley e Chris c'entrano come i cavoli a merenda.
I due vengono separati per sempre da un tragico incidente d'auto in cui Chris muore. Riley si incolpa della morte del fidanzato mentre Chris è in realtà bloccato in una sorta di limbo. Miracolosamente, i due trovano un modo per entrare in contatto attraverso l'arte. Con il disegno sembra infatti che lui venga risucchiato nel presente, dando vita a una sorta di dialogo che trascende i confini della vita, della morte e della legittimità nella buona fede di uno spettatore.
Saranno così costretti entrambi lui per passare oltre, lei per continuare a vivere e rinsavire, a imparare la lezione più difficile di tutte: lasciare andare la persona amata.
A tutti sarà capitato di sentire energie presenze, soprattutto in concomitanza di una perdita. Il dilemma è da sempre presente. Si può comunicare con i morti? E' il dolore che annebbia la lucidità mentale e fa vedere, sentire cose che non ci sono. Può esistere un'empatia psichica con i trapassati?
La tematica è interessante, il fascino dell'aldilà da sempre ha esercitato su pittori, poeti, scrittori un'aspirazione alla comprensione. In questo caso Endless non riesce però a colpire nel segno perchè sviluppa una tematica densa in modo superficiale, da quindicenni. Peccato davvero perchè l'idea diviene qualcosa che può fa riflettere e soprattutto in tempi di Covid dove la morte ha colpito tanti, ci sta il fermarsi e pensare ad essa, a loro, gli scomparsi, e a quell'energia invisibile che li lega a noi e che fa si che ci proteggano aiutino, anche quando non ne siamo del tutto consapevoli.

