La felicità è un sistema complesso

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28 Dicembre 2015

“In un certo senso vorrei solo dire che non potrò mai scordare il modo in cui mi hai detto tutto senza dire nulla…” Nouvelle Vague


La felicità è un sistema talmente complesso che, prima di proseguire, dovreste fermarvi. Stop.


Andate al link: http://www.infinititesti.com/2011/08/23/nouvelle-vague-in-a-manner-of-speaking-testo/ e diventerete immediatamente felici, non solo per la musica, ma anche per le parole.


In a Manner of speaking
Nouvelle Vague


“In a Manner of speaking
I just want to say
That I could never forget the way
You told me everything
By saying nothing
In a manner of speaking
I don't understand
How love in silence becomes reprimand
But the way that I feel about you
Is beyond words
O give me the words
Give me the words
That tell me nothing
O give me the words
Give me the words
That tell me everything
In a manner of speaking
Semantics won't do
In this life that we live we live we only make do
And the way that we feel Might have to be sacrified
So in a manner of speaking I just want to say
That just like you I should find a way
To tell you everything
By saying nothing.
O give me the words
Give me the words
That tell me nothing
O give me the words
Give me the words
Give me the words”.

Questo capolavoro è una cover dell’omonimo brano dei Tuxedomoon. Ricorre nel film e ha una valenza particolare, come tutta la colonna sonora scelta dal regista Gianni Zanasi che assume una valenza straordinaria. Vale la pena vedere la pellicola anche solo per la musica che la accompagna, con altri pezzi fantastici come Just a Habit dei Low Roar, gli Abba o la tecnodance.
In effetti, come descrivere la potenza meglio di questo testo: “Give me the words, You told me everything, By saying nothing” “Dammi le parole. Mi hai detto tutto, dicendo niente”.
E il film parla, in modo olistico, proprio della ricerca di un cambiamento, non solo verso l’amore. O della sua assenza: verso il lavoro, la professione, la famiglia, la fiducia.
Narra la storia di Andrea Giusti, un Mastrandrea sempre più bravo e a suo agio, che regge anche da solo il film, con naturalezza, un umorismo devastante, innato, qui nel ruolo di un mediatore aziendale, un lavoro poco definibile ed etichettabile di colui che traghetta società in crisi verso sciacalli in grado di farle a pezzi e venderle.
Il cambiamento intimo e collettivo verso un mondo migliore è amore. Questo cerca di fare Andrea Giusti, anche se, con difficoltà, riesce in fine ad affrontare il suo blocco personale.
L’israeliana Hadas Yaron è l’oggetto del desiderio che incarna il cambiamento, di cui alla fine, anche il reticente Mastrandrea s’innamora.
La felicità è un sistema complesso non è quindi un film perfetto; si vedono tagli, ripensamenti, indecisioni di sceneggiatura, ciononostante s’impara ad apprezzarlo. Forse anche grazie e soprattutto ai suoi errori. 

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