20 Ottobre 2018
Dopo l'assegnazione del premio BNL del pubblico alla Festa di Roma ad un film italiano, Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis, ecco un'altra rivelazione: Nevermind.
Uno script divertente e improbabile, un cast di attori diretti benissimo da Eros Puglielli, una simpatica accozzaglia di anime e problemi, rende Nevermind una simpatica e gradevole sorpresa nella sua ultima proiezione alla festa del cinema nella sezione Alice nella città/ Panorama Italia.
Dovessimo paragonarlo a una corrente artistica, sarebbe sicuramente il surrealismo, non solo per i baffoni simil-Dalì di uno dei protagonisti che fornisce un'ottima interpretazione, quella di Gualtiero Burzi, ma anche per la kafkiana, onirica rivelazione di situazioni assurde. Cinque storie si intrecciano in situazioni paradossali e il modo di narrare di Puglisi ha un approccio nuovo e tragicomico.
Molti gli attori e il produttori presenti in sala assieme al regista che, introducendo la pellicola, hanno confermato ed esternato la sinergia di positività che si è poi raccolta nelle due ore successive.
Il film conferma che i giovani italiani talentuosi ci sono, le idee pure, mancano solo i finanziamenti e la volontà politica di confermare con la cultura cinematografica che il paese può risorgere dalle proprie ceneri, anche per esempio partendo, cara Raggi, dall'illuminare i parcheggi, i viali dell'auditorium e togliere la spazzatura che li sovrasta, dato che il panorama internazionale è presente e si fa sempre la figura di quelli che arrivano ultimi.
Dovessimo paragonarlo a una corrente artistica, sarebbe sicuramente il surrealismo, non solo per i baffoni simil-Dalì di uno dei protagonisti che fornisce un'ottima interpretazione, quella di Gualtiero Burzi, ma anche per la kafkiana, onirica rivelazione di situazioni assurde. Cinque storie si intrecciano in situazioni paradossali e il modo di narrare di Puglisi ha un approccio nuovo e tragicomico.
Molti gli attori e il produttori presenti in sala assieme al regista che, introducendo la pellicola, hanno confermato ed esternato la sinergia di positività che si è poi raccolta nelle due ore successive.
Il film conferma che i giovani italiani talentuosi ci sono, le idee pure, mancano solo i finanziamenti e la volontà politica di confermare con la cultura cinematografica che il paese può risorgere dalle proprie ceneri, anche per esempio partendo, cara Raggi, dall'illuminare i parcheggi, i viali dell'auditorium e togliere la spazzatura che li sovrasta, dato che il panorama internazionale è presente e si fa sempre la figura di quelli che arrivano ultimi.

